Un anno di pandemia, emergono donne competenti, non uomini forti



Il Commissario europeo Paolo Gentiloni all’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2021 della Scuola di Giornalismo della Luiss

«Ricostruire la fiducia è la sfida di questi tempi perché siamo nel tempo dell’incertezza che è forse il suo principale nemico» e in fondo a questa crisi globale «più che l’emersione dell’uomo forte abbiamo visto la donna competente».

Così Paolo Gentiloni, il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha aperto la lectio magistralis “Rebuilding Trust” all’inaugurazione dell’anno accademico del Master in Giornalismo e Comunicazione Multimediale della LUISS. Un evento digitale, come impone il periodo, presenziato dal Presidente di Confindustria e LUISS Vincenzo Boccia, dalla Presidente della Scuola di Giornalismo Livia De Giovanni e dal direttore del Master Gianni Riotta.

«Questa incertezza non è ancora alle nostre spalle, la ricostruzione della fiducia passerà attraverso un conflitto». In questa lotta «Abbiamo trovato una luce in fondo al tunnel, i vaccini, ma non sappiamo quanto sarà lungo e quanto durerà la nostra traversata».

Centrale il riferimento all’Unione Europea (UE), motore primo della ricostruzione. «Ne ha fatta di strada l’Europa in questa crisi, per molti era un’arcigna guardiana di decimali o un’entità indifferente di fronte all’emergenza migratoria, adesso è tornata una casa comune».

C’è spazio anche per un momento di analisi critica della risposta dell’UE alla pandemia. «Vinceremo questa battaglia, grazie ai vaccini e ai possibili progressi nelle terapie, anche se abbiamo sottovalutato il compito di produrre centinaia di dosi in poco tempo».

Immancabile il rifermento alla transizione ecologica, all’economia e alla politica. «Gli esperimenti in corso come quello del governo italiano vanno protetti e guardati con attenzione, sono inediti e importanti». Il nuovo primo ministro Mario Draghi potrà «giocare un ruolo chiave in Europa, a condizione che in Italia sia dia il buon esempio con il Recovery Plan».

Dopo la pandemia «La fiducia tornerà, forse anche più di quanti oggi possano immaginare e dobbiamo lavorarci tutti, ognuno secondo le proprie responsabilità, sapendo che è il tempo di curare le ferite ma anche quello di scommettere sul futuro e di farlo adesso, non in un ipotetico secondo momento».

L’evento si è aperto con i saluti di Vincenzo Boccia: «In “Rebuilding Trust” c’è già tutto. La dice lunga su quello che vogliamo essere in Luiss e in Italia, cittadini europei di nazionalità italiana. “Fiducia” ci invita a una riflessione profonda, rivolta agli studenti, la comunicazione è una condizione predeterminante per evolvere il Paese».

All’evento hanno partecipato diversi ospiti. Tra questi Paola Antonelli, senior curator del MOMA, «La fiducia non è solo tra esseri umani, il fatto che il design sia uno strumento per costruire un mondo più sostenibile è fondamentale». Per Giuseppe Tornatore, regista premio oscar, «La grande difficoltà oggi è che la fede in una soluzione data per scontata non c’è, tuttavia sappiamo che senza fiducia non c’è salvezza, per questo c’è bisogno di una nuova narrazione per costruirla».

«Il ruolo dei giornalisti è fondamentale» ha detto Costanza Sciubba Caniglia, ricercatrice specializzata ad Harvard sui temi della disinformazione, «Ora più che mai, hanno il compito di dotarsi di strumenti nuovi, non solo di raccontare storie ma anche di capire come le campagne di disinformazione funzionano». Anche secondo Diego Piacentini, già Commissario Straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale e Senior Vice Presidente di International Consumer Business Amazon, interviene sul mestiere del giornalista: «Il mestiere del giornalismo di qualità non potrà mai essere sostituto da alcuna tecnologia, ma deve imparare ad abbracciarla, comprenderla e usarla. Cercare la verità è faticoso, ma le intelligenze artificiali e la ricerca possono aiutarci».

Vittoria Colizza è direttrice di Ricerca all’Inserm (Istituto superiore di Ricerca e Salute Pubblica) di Parigi, dove guida EPIcx, un laboratorio d’eccellenza che studia le epidemie con modelli ma-tematici, in prima linea sul Coronavirus. «La scienza non fa politica ma fornisce informazioni a chi decide. È un processo bidirezionale: affinché possa dare il suo supporto, deve tener conto dei problemi sociale ed economici».

Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ha insistito fondamentale ruolo dell’arte nella ricostruzione: «Se i vaccini e le monoclonali sono le cure per il corpo, la cultura è l’unica cultura possibile per lo spirito indeboliti da mesi e mesi di isolamento. Serve una nuova forma di umanesimo che concili salute fisica, ambientale e mentale». Per Livia De Giovanni «Bisogna rimanere al proprio posto, esercitando il proprio ruolo. Da professoressa, ho capito quanto sia stato importante rimanere per noi studenti divulgatori della conoscenza, nonostante siano cambiati i mezzi».

Articolo pubblicato originariamente in Zeta per Livia Paccarié e Angelica Migliorisi